

A distanza di un anno, dopo la realizzazione delle due mostre dedicate a Beni Montresor in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e il Lincoln Center for the Performing Arts, Fondazione Aida ritorna a New York con uno dei più interessanti e complessi progetti mai realizzati dalla Fondazione stessa dedicato a Pier Paolo Pasolini uno dei grandi maestri del Novecento. Proseguiamo dunque con il poeta di Casarza la nostra volontà di rendere omaggio a coloro che hanno segnato la nostra storia come riferimenti ineludibili del pensiero contemporaneo. Fari di un pensiero resistente e controcorrente, oltre i binari della cultura schierata, perennemente nel paradosso e nella fatica di essere profeti inascoltati. Penso ad esempio a Italo Calvino, Enrico Mattei e Gianni Rodari, miei personali modelli intellettuali cari e vicini alla mia esperienza e formazione. Per Pasolini Aida ha costruito e pensato una nuova idea di progetto, un disegno che fosse orizzontale, cioè che coinvolgesse attorno al maestro non solo conferenze e mostre ma anche musica, ovviamente teatro, il mondo dell’editoria e del cinema.
Un sogno allargato, diffuso per comunione e amicizia e realizzato in una solida tavola d’intenti e di volontà forti e propositive. Per questo parlare di Pasolini è stato parlare a compagni di viaggi che entusiasti hanno costruito assieme a noi questo grande evento condividendo energie e forze assolutamente necessarie. Ringrazio quindi Meri Malaguti instancabile organizzatrice, Graziella Chiarcossi con il suo prezioso aiuto e poi tutte le istituzioni italiane quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Cinema Festa Internazionale di Roma, l’IMAIE, la Cineteca di Bologna e l’Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia.